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Il ricamo nell'antichità

Gli egiziani erano abili nell'arte del ricamare e in alcune decorazioni ricorrevano anche ad applicazioni di cuoio lavorato e perline. Come testimoniano gli abiti scolpiti delle statue, la tecnica era diffusa anche presso i persiani, i babilonesi, gli israeliani, i fenici e i siriani. Di questi ricami antichi rimangono tuttavia pochi reperti e cominciamo ad avere notizie certe solo a partire dal VI secolo d.C.

La pratica del ricamare presso le popolazioni antiche è provata da pitture, sculture e documenti scritti. I più antichi ricami giunti fino a noi provengono dall'Egitto del XVI secolo a.C.: si tratta di cifre ricamate in grosso filo bruno su capi di biancheria, conservatesi grazie al clima secco del deserto.

IL RICAMO Antico IN EUROPA

Nel mondo bizantino, re ed ecclesiastici amavano indossare abiti sfarzosamente ricamati: i motivi decorativi erano spesso copiati da modelli persiani, impreziositi dall'applicazione di perle, oro e argento. In Grecia, verso la fine del Medioevo, si imposero ricami floreali e geometrici a tinte vivaci. La tipologia del ricamo orientale si diffuse tra il X e l'XI secolo in tutta l'Europa meridionale, soprattutto in Italia e in Germania. Per quanto riguarda l'Inghilterra, risalgono all'Alto Medioevo i frammenti di tessuto ricamato ritrovati nella Cattedrale di Durham e l'arazzo di Bayeux, in realtà un ricamo in lana colorata su fondo di tela, che rappresenta la conquista dell'Inghilterra da parte dei normanni.

Tra il XIII e il XV secolo la tecnica inglese, caratterizzata dall'esecuzione a punto catenella e dal ricorrere del motivo del medaglione quadrilobato, venne adottata in molti paesi del continente e soprattutto in Italia, assumendo il nome di opus anglicanum. Intanto a Palermo, intorno all'anno Mille si sviluppò una scuola di tessitura e ricamo araba: il laboratorio arabo (tiraz) prosperò anche sotto la successiva dominazione normanna, divenendo celebre per la produzione dei preziosi paramenti usati nelle cerimonie di incoronazione. Altri centri importanti furono la Francia, dove l'influenza araba portò a utilizzare il ricamo anche nella realizzazione di borse, e la Germania, dove si sviluppò l'opus theutonicum, complesso ricamo caratterizzato da contorni marcati e dall'abbondanza di scritte esplicative.

Il Quattrocento e il Cinquecento In epoca rinascimentale raggiunse la massima fioritura il ricamo italiano: i centri più attivi furono Venezia e Genova. Disegni per ricami furono forniti perfino da artisti come il Pollaiolo, Leonardo e Raffaello. A partire dalla metà del Cinquecento le vesti liturgiche iniziarono a recare ricami a motivi ornamentali profani, insieme a quelli tradizionali religiosi; i lavori venivano ora svolti non solo dai monasteri, luoghi abituali della produzione dei paramenti sacri, ma anche da corporazioni professionali. A questo periodo risalgono esperimenti di merletto. Sotto l'influenza islamica, la Spagna produsse ricami neri su fondo bianco, apprezzati per la confezione di camicie, fazzoletti e fasce per bambini. Tra i paesi dell'Europa centrale e orientale particolare menzione per la produzione di ricami merita l'Ungheria, dove apparve un punto a zig-zag di grande fortuna.

Il Seicento e il Settecento Il XVII e XVIII secolo videro la comparsa dei primi libri di ricamo , da cui copiare punti e disegni decorativi. Abbandonate via via le sfarzose applicazioni sulle vesti di gemme e oro tipiche del barocco, nel Settecento i ricami rimasero tuttavia in voga sia nell'abbigliamento maschile sia in quello femminile. Assunse particolare importanza la produzione piemontese, a cui si deve la creazione del ricamo bandera, eseguito con lana colorata sulle lenzuola e sulle parti in stoffa delle sedie. 4.3 L'Ottocento Dopo la Rivoluzione francese nel ricamo si assistette a una semplificazione dei disegni, mentre il filato, perlopiù sete dai colori vivaci, continuò a essere impreziosito da perline luminose. La gamma dei soggetti rappresentati si ampliò, includendo episodi biblici, eventi storici, personaggi letterari, astratti motivi floreali e orientaleggianti. Sul finire del secolo l'arte del ricamo conobbe nuovo impulso grazie al movimento Arts and Crafts, fondato da William Morris. La fondazione della Royal School of Needlework, nel 1872, rappresentò un ulteriore passo verso l'affermarsi di una moderna tradizione del ricamo nel mondo anglosassone. 5

GLI STATI UNITI

I colonizzatori europei portarono in America le tecniche del ricamo diffuse nei paesi d'origine. I materiali più usati furono il lino filato a mano, la lana e la seta, fibre che venivano colorate con tinture vegetali e che verso la fine del Settecento furono quasi del tutto soppiantate dal cotone. Rispetto ai modelli della madrepatria, i ricami americani sono caratterizzati da maggiore semplicità. Molto diffusi in epoca coloniale furono il trapunto e un ricamo annodato detto punto turco per la sua somiglianza con la tecnica del tappeto orientale. Quando le colonie divennero più ricche e le stoffe pregiate meno rare, si impose anche il trapunto a riporto, con il quale pezzi di tessuto colorato venivano fissati al fondo a formare disegni più o meno elaborati. Se nell'Ottocento furono particolarmente apprezzati pannelli di grandi dimensioni, riproducenti scene spesso affollate, all'inizio del XX secolo riscossero successo soprattutto soggetti naturali dalle tinte sfumate, ricamati a punto raso, in seta su lino. A partire dagli anni Sessanta ha avuto notevole diffusione il trapunto e i lavori in lana su tela.

La Cina e il Giappone I più antichi esempi di ricami cinesi risalgono al regno della dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.): sono frammenti di seta decorati a punto catenella con nubi e dragoni, provenienti dal Turkestan orientale. La produzione della seta diede forte impulso allo sviluppo del ricamo in Cina: i pezzi più preziosi erano ovviamente quelli destinati all'abbigliamento di nobili e imperatori. Si imposero elaborate decorazioni eseguite su fondo scuro, in prevalenza nero; molto ricercati anche i lavori realizzati con fili di seta intrecciati con oro o argento. La seta fu largamente usata anche in Giappone, dove il gusto corrente si orientò verso i ricami a motivi floreali, uccelli, intrecci astratti e linee fluide. Pregevoli i ricami realizzati sui kimono femminili nel XVII e XVIII secolo.

I PAESI ASIATICI

L'Iran, l'India, la Cina e il Giappone sono i paesi asiatici che tuttora producono i ricami di maggiore prestigio. 6.1 L'Iran e l'India Purtroppo non ci sono pervenuti esempi di ricami persiani anteriori al XVI secolo. Notizie circa affascinanti motivi decorativi antichi, ricamati su abiti, tappezzerie, tendaggi e tovaglie, ci sono giunte tuttavia attraverso la testimonianza di Marco Polo. Frequenti i ricami floreali e a medaglione, che compaiono anche sui tappeti; le tecniche più diffuse furono il punto rammendo, il punto stuoia e il punto a giorno. Pare che l'arte del ricamo fosse conosciuta in India già in epoca preistorica. Il periodo di maggiore fioritura fu comunque il XVI secolo, quando gli imperatori Moghul incoraggiarono i ricamatori persiani a stabilirsi nel paese. Oggi l'attività continua a essere largamente praticata. I centri di maggiore produzione sono Kutch e Kathiawar, dove il raso decorato a motivi floreali presenta spesso anche inserti di vetri e specchi. Famosi sono infine i disegni geometrici dei ricami phulkari, tipici del Punjab.

Filofilò – I libri di ricamo di Giuliana Buonpadre - Via del Fortino, 8, 37138 Verona
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