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Ricamo ad arazzo

Nel ricamo ad arazzo invece il disegno si presenta finito e difficilmente modificabile, in quanto si tratta della copertura totale di una data superficie. Questi disegni vengono chiamati "cartoni" in quanto effettivamente tracciati su supporti che permettano il loro uso prolungato. Bisogna infatti considerare che il ricamatore cuce la tela disegnando e colorando le figure come le osserva dal cartone che tiene accanto. Ecco perché parliamo di ricamo riferito.

Questo lavoro è considerato una forma di espressione artistica e spesso viene firmato. Quando non riproduce un disegno libero, ma è una ripetizione di motivi geometrici, parliamo di ricamo a tappezzeria. Di solito vengono usati i punti Punto Antico, Gobelin, Mezzo punto, Croce. Fanno parte del ricamo riferito anche i lavori che, pur rientrando come disegno nelle prime due categorie, non possono venir trasposti a matita a causa del materiale particolare che si vuole usare.

Ad esempio per il ricamo su velluto o su seta esistono delle tecniche particolari di riporto del tracciato, ma quasi sempre si preferisce lavorare direttamente con l'ago, senza previo disegno su stoffa, con il solo riferimento visivo al dipinto originale che può ridursi a mero suggerimento. Lo stesso succedeva con i ricami in oro, essendo il filato molto difficile da gestire e tanto prezioso da non poter certo venir sprecato. Oggi che i fili dorati sono appunto solo filati appena un po' più rigidi degli altri, la tecnica usata è quella del ricamo su disegno.

Filofilò – I libri di ricamo di Giuliana Buonpadre (di Vito Maistrello)
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